Gli undici comandamenti dell’evoluzione:
1 – Il mutamento è quanto di più naturale, l’innovazione non è avanguardia né creativa stravaganza: l’innovazione è un’inevitabilità, l’espansiva espressione di ogni organismo sano.
2 – Le soluzioni per i nuovi scenari vanno cercate nei nuovi scenari, non nel passato. Nessuna cultura è davvero viva se non sa innovare e reinventare.
3 – In ogni momento dell’evoluzione umana e ora ancora di più, al centro non ci sono le identità ideologiche, religiose, politiche, sociali, e non c’è nemmeno la realizzazione nella storia. Al centro c’è sempre stata, c’è e ci sarà sempre la spinta innovativa, c’è tutto ciò che esplora, crea, espande.
4 – Nessuna evoluzione senza riflessi rapidi. Il senso dell’innovazione è tanto fisico quanto mentale: è fatto di capacità di scelta istantanea, di sensi accesi, di veloce colpo d’occhio e di sguardo quanto più ampio possibile.
5 – L’innovazione è connettiva, a tutto campo, coevolutiva. Non c’è un luogo, né uno stile né un’identità così grande da abbracciarla tutta.
6 – L’innovazione non è soltanto tecnologica e scientifica, né tantomeno estetica: l’innovazione è antropologica, riguarda innanzitutto il nostro set cognitivo e percettivo, le nostre relazioni, le forme di vita.
7 – L’innovazione non può che essere paradossale, dinamica, instabile, non certo logica né lineare.
8 – Il senso dell’impresa e una certa dose di rischio sono per l’evoluzione [innovazione] come l’acqua per l’oceano.
9 – A essere buono è tutto quello che allarga le nostre possibilità di scelta. L’evoluzione si compie attraverso l’abbondanza, la molteplicità delle opzioni, l’incondizionata generosità.
10 – Gli esseri umani – sempre più esseri umani – più autori, più produttori di contenuti contenuti, più in confidenza con se stessi e più in relazione con gli altri: è questo il principale prodotto dell’innovazione.
11 – Alla fine, l’innovazione e l’evoluzione servono a rafforzare, a estendere, a valorizzare la nostra esistenza in tutta la sua pienezza. Più vita, è così che si fa.